Martedì 28 Luglio 2026 – Trattoria Bela Tusa
Davanti alla Basilica di Sant’Ambrogio oggi passano sposi in posa, laureati con la corona d’alloro e turisti col telefono alzato. Tutti guardano il mattone rosso, i campanili, il portico antico. Quasi nessuno si volta verso di lei: una colonna di marmo bianco, sola in mezzo alla piazza, molto più vecchia della basilica stessa. Se ti avvicini, la vedi: ha due buchi profondi, alla giusta altezza per una testa. E la leggenda dice che non li ha fatti il tempo. Li ha fatti il Diavolo.
Si racconta che il demonio, furioso perché Ambrogio — il vescovo che teneva testa perfino agli imperatori — gli stava sottraendo la città, decise di affrontarlo di persona. Lo assalì proprio lì, cercando di incornarlo. Ma il santo si scansò, e le corna del Diavolo si conficcarono nel marmo con tale forza da restarvi incastrate. Il demonio si dibatté tutta la notte e all’alba fuggì all’inferno, lasciando quei due fori come firma della sua sconfitta.
“I vecchi dicevano di avvicinare l’orecchio ai buchi: si sente l’inferno soffiare, e certe mattine c’è puzza di zolfo. Dicono anche che quella colonna resterà lì fino all’ultimo giorno, quando il Diavolo tornerà a riprendersela.”
DA UNA VECCHIA LEGGENDA DEL QUARTIERE
C’è tutta Milano in questa storia. Perché il suo santo protettore non è un mistico chiuso in preghiera: è Ambrogio, il vescovo concreto che scomunicò un imperatore e non si inginocchiò davanti al potere. E i milanesi, a modo loro, gli somigliano: gente che non si spaventa facilmente, capace di guardare in faccia perfino il Diavolo e di rispedirlo indietro a testa alta.
Oggi quella colonna è un dettaglio che sfugge alla fretta, un pezzo di pietra che in pochi degnano di uno sguardo. Ma se ti fermi, e per un attimo lasci fuori il rumore della città, puoi ancora immaginare quella notte di lotta e sentire, forse, un soffio più freddo salire dai due buchi. Perché certe leggende non si dissolvono mai: restano lì, scolpite nel marmo, a ricordarci che questa città affonda le radici molto più in fondo di quanto sembri.
A Trattoria Bela Tusa amiamo questa Milano antica e testarda, che ha una storia sotto ogni pietra. Perché anche noi crediamo nelle radici: nei piatti di sempre, nei gesti tramandati, in quella tradizione che resiste al tempo e alla fretta. Come una colonna che è lì da secoli e non ha nessuna intenzione di andarsene.
Le storie che Milano ha dimenticato
Ogni due settimane, il martedì,
una storia vera dalla Milano dimenticata.