Martedì 19 Maggio 2026 – Trattoria Bela Tusa
Milano, oggi, è una città di asfalto e pietra. Ma per secoli, il suo cuore ha battuto a ritmo d’acqua. I Navigli non erano scenografia per aperitivi; erano l’autostrada silenziosa che portava la vita, e soprattutto la bellezza, nel centro della metropoli. Lungo quei canali viaggiava l’oro grigio: il marmo di Candoglia.
E Teodolinda era una leggenda su quell’autostrada. Non era una regina, ma una chiatta, un barchett sgangherato e possente, l’ultimo testimone di un’epopea quasi dimenticata.
Costruita per trasportare tonnellate di pietra, Teodolinda non conosceva la velocità. Si muoveva lenta, trainata da cavalli lungo l’alzaia o spinta dalla perizia dei suoi barcaroli. Uomini rudi, che parlavano un dialetto tutto loro, impastato di melma e fatiche. Passavano le loro vite sull’acqua, attraccando al Laghetto di Santo Stefano, proprio dietro il Duomo, per scaricare i blocchi che avrebbero formato guglie e santi.
“A.U.F. — Ad Usum Fabricae — scrivevano sui blocchi. Ma per noi quel marmo era solo fatica, sudore e giorni che non finivano mai. Teodolinda era la nostra casa, la nostra chiesa e la nostra prigione.”
UN BARCAROLO ANONIMO, RICORDO DEL 1920
L’ultimo viaggio di Teodolinda risale alla prima metà del Novecento. Quando il cemento vinse sull’acqua e i camion sostituirono le chiatte, il barchett fu ritirato. Ma la sua eredità è scolpita nel marmo che difende il cielo di Milano. Oggi, se cammini lungo l’Alzaia Naviglio Pavese e chiudi gli occhi, puoi ancora sentire il rumore dei cavalli e l’eco della tromba del barcarolo che avvisava del suo passaggio. Perché certe barche non affondano mai: navigano nella nostra memoria, portandoci ancora il profumo della storia e della fatica.
Il Duomo è la nostra corona, ma Teodolinda e i suoi barcaroli sono le sue radici, affondate nella melma dei Navigli. A Trattoria Bela Tusa, onoriamo questa Milano d’acqua con la stessa passione, portando in tavola piatti veraci che sanno di storia e di pazienza, proprio come quel marmo prezioso.
Le storie che Milano ha dimenticato
Ogni due settimane, il martedì,
una storia vera dalla Milano dimenticata.